Gaetano Bresci (Coiano di Prato, 11 novembre 1869 – Isola di Santo Stefano, 22 maggio 1901) è stato un anarchico e operaio tessile italiano, noto per aver assassinato il re d'Italia Umberto%20I.
Bresci emigrò negli Stati Uniti nel 1897, stabilendosi a Paterson, nel New Jersey, dove lavorò come tessitore e divenne un attivo membro della comunità anarchica locale. Era un convinto sostenitore della propaganda%20col%20fatto, un principio anarchico che promuoveva azioni violente come mezzo per stimolare la rivoluzione.
Nel 1900, tornò in Italia con l'intenzione di assassinare Re Umberto I, ritenuto responsabile della repressione%20delle%20rivolte%20popolari e, in particolare, della strage di Bava Beccaris a Milano nel 1898, durante la quale le truppe del generale Fiorenzo Bava Beccaris spararono sulla folla causando numerosi morti e feriti.
Il 29 luglio 1900, a Monza, Bresci sparò quattro colpi di pistola contro Umberto I, uccidendolo. Immediatamente arrestato, fu processato e condannato all'ergastolo, commutato in 30 anni di reclusione.
Bresci fu rinchiuso nel carcere dell'isola di Santo Stefano, dove morì il 22 maggio 1901 in circostanze controverse. Ufficialmente, si suicidò impiccandosi nella sua cella, ma molti sostennero che fu assassinato.
L'atto di Bresci ebbe un impatto significativo sulla politica italiana, intensificando le tensioni sociali e politiche dell'epoca. La sua figura rimane controversa, con alcuni che lo considerano un eroe rivoluzionario e altri un criminale. Il suo gesto resta un esempio di attentato%20anarchico contro una figura di potere.
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